Newsletter

Ho sete di anime riparatrici ...

Alla lettura di questo titolo il cuore sobbalza… Comprende benissimo che esso corrisponde ad una necessità, ad una priorità, ad un dolce richiamo al quale, pur non volendo, l’anima tende ad esaudire e ad aderirvi. Sembra quasi riflettere la frase di Gesù sulla Croce: “Ho sete!” ed invece di un appropriato ristoro ricevette aceto. In realtà la sete di Gesù era una sete d’anime… la stessa parola, in lingua ebraica vuol dire “sete” e “anima”. Una sete che ancora oggi non è appagata e così, attraverso la Sua Santa Madre, richiama ancora una volta le anime ad abbandonare il peccato per abbracciare il Suo Amore Misericordioso.

          Tutti noi, chiamati da varie condizioni di vita, siamo stati invitati dai Santissimi Cuori di Gesù e Maria a fare della nostra vita un atto di donazione e di riparazione. Con grande gioia facciamo nostro questo appello e lo rivolgiamo a chiunque non conosca ancora la Vergine Santa che a Manduria si rivela con i titoli di Vergine dell’Eucaristia. “Getsemani” è il grido che Gesù, sempre meno riverito e più abbandonato, da tanti Tabernacoli del mondo ci invia. “Riparazione” è il Messaggio che la Madonna, per mezzo della Sua serva Debora, sta facendo risuonare nei luoghi più lontani della terra con il suo pellegrinare prima e con il suo silenzioso riparare adesso.

Della triplice dimensione (biblica, liturgica, profetica) letta nell’immagine della Vergine dell’Eucaristia, le anime che se ne fanno portatrici ed apostole sono avvolte pienamente leggendone tutta quanta la missione da realizzare.

Della dimensione biblica

         Maria, giovane ragazza ebrea si palesa in forza di quanto dice Isaia: “Ecco: la Vergine concepirà e partorirà un figlio che chiamerà Emanuele” (Is 7,14).

         La Madre ci parla in quest’immagine nel segno dell’Incarnazione che ha continuità con il Gesù Eucaristico. Ci comunica la missione che Le è propria: quella di annunciare il mistero più grande e noi, per le parole di Cristo “Ecco la tua Madre” (Gv 19,27) siamo obbligati a riservare a Maria ascolto ed obbedienza filiale. L’anima-ostia riparatrice desiderosa di accogliere la spiritualità della riparazione abbraccerà fedelmente e concretamente lo spirito del messaggio rivelato come “Inno Eucaristico alla Mia Chiesa”. Parteciperà intensamente dell’Opera d’Amore corredentiva di Maria come atteggiamento interiore di gratitudine per essere stata annoverate tra la famiglia dell’Emmanuele, il Dio-con-noi. Come nel tempo indicato dagli Atti degli Apostoli, sarà assidua nell’impegno di testimoniare Messaggi messi sempre in relazione alla Parola di Dio, loro radice.

Della dimensione liturgica

L’espressione più toccante ci deriva dall’atteggiamento di Maria per l’invito delle mani ed in particolare di quella sinistra sovrapposta al grembo, avendo funzione di patena. La patena, con quanto si celebra sopra, rappresenta: la Natività con l’Immagine della Grotta, il Golgota con la lanciata al Costato dopo la Morte, la Tomba, il Sudario e la Tomba della Risurrezione. Come in altre icone del passato, contemplate pure nel rito bizantino, la presenza della Madre-sempre Vergine – è basilare nonostante rimanga umile e silenziosa, proprio come in quest’icona.

Maria, la Vergine dell’Eucaristia interviene nel nostro modo di celebrare i divini misteri, richiamandoci a maggiore fervore, accortezza, attenzione, consapevolezza, stima dei tempi della liturgia non di meno rammentandoci che tutto è offerto al Padre per la Sua intercessione di Corredentrice-Avvocata. L’anima-ostia dietro quest’invito, trova radice per l’intero sviluppo della sua missionarietà; purificando l’atteggiamento verso Cristo sarà più semplice volgersi ai suoi piccoli fratelli.

C’è però una lettura ancora più significativa che coinvolge animosamente la personalità dell’anima eucaristica riparatrice. La Madre, mentre esalta e pone in osservazione adorante-riparante il frutto più eccelso della Redenzione, si rivolge a chi La guarda con l’invito di associarsi in una comunione attiva con i Santissimi Cuori uniti. Con il movimento della testa lievemente flesso a destra, riceviamo il compassionevole monito arricchito dagli occhi concentrati amorevolmente su chi La osserva: “Non temere caro, sono la tua Madre: vuoi essermi figlio?”.

Della dimensione profetica-escatologica

“Io sono la Sorgente di Olio Santo della Perenne Unzione”.

         La posizione dell’Eucaristia rispetto alla Persona della Vergine, oltre ad essere centrale, si colloca in quella zona anatomica coincidente con la sorgente del latte scaturente dal seno. Ricordiamo che nel corso della Rivelazione, Maria non solo ha detto d’essere la Sorgente, ma ne ha tracciato la prospettiva carismatica mediante l’elemento dell’olio che appunto qualifica la dimensione profetica, regale, sacerdotale in forza del Battesimo.

Iddio, per Maria che effonde olio (profumato e d’oliva) dalle Sue Immagini, non vuole rendere le anime devote all’evento, ma a Colui che la produce: Cristo, il quale per la di Lei mediazione ci esaudisce, libera e guarisce. Il Re nulla può negarle essendosi fatta tanto Serva e umile coppiera di Redenzione. Dai verginali seni dunque la Vergine dell’Eucaristia stilla nutrimento immortale e olio di consacrazione (elementi che appaiono inscindibili) occorrenti per vivere in conformità con il Santissimo Sacramento.

L’ulivo, sotto la nuvola simbolo della regalità del Padre a cui Gesù e Maria restano devoti ed umili servi, appare come quella generazione rinverdita di nuovo fogliame, quella umanità della quale Maria si attende maggiore consapevolezza della salvezza che versa sulla terra. Non è un caso che il terzo titolo attribuito sia appunto “Madre dell’Ulivo Benedetto Gesù”, importante similitudine con il proprio arbusto emerso dalle acque del diluvio, con il virgulto di Jesse su cui Dio innesta il Suo nuovo patto, con quell’albero imbevuto di sangue scorrente dalla fronte di Gesù, con quel legno di Croce su cui la Madre si è immolata con il Suo Cristo. L’anima eucaristica riparatrice deve essere capace di identificare il proprio carisma nelle varie diramazioni della missionarietà. Infatti essere apostola infaticabile del messaggio vuol dire annunciare il Trionfo dei Due Cuori col produrre incontri di preghiera, chiamati da Maria Focolari della riparazione, diffondendo con ogni mezzo mediale tutto il contesto mariano di Manduria.

L’anima eucaristica applicherà a sé la similitudine di: Cristo Albero forte contro ogni tempesta, generoso nel germogliare il Regno. Maria come Madre dell’Ulivo Benedetto è pronta a nutrire con il Suo latte del Suo germoglio di stirpe davidica, popoli e nazioni che cercano la pace e invano la attendono oltre ogni prospettiva.

 (Tratto da “Il Piccolo resto di Maria” Raduno nazionale dei Focolari della Riparazione, 

Collevalenza 16-17 Settembre 2006)