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" ...Nel Mio Corpo mistico racchiudo il sangue di quei servi e serve ..."

Oggi, festa del Corpus Domini, vi proponiamo un vivo dialogo tra Gesù e la sua confidente Debora tratto dalla "Sapienza Rivelata del Dio Vivente". Un dialogo che fa riflettere sulla missione che Dio ha voluto per Debora ed il suo infinito amore nell'abbracciare ciò che la Divina Volontà le ha chiesto per la cooperazione alla salvezza dell'uomo.

Il seguente dialogo descrive ciò che Debora ha vissuto in questi anni e che ancora adesso vive con sofferenza e fatica nel silenzio della sua vita.

Tante sofferenze l'hanno segnata come piaghe lancinati offerte e sofferte per realizzare il piano divino.

Molti penseranno che il suo silenzio equivalga ad un cambiamento di vita o che addirittura ciò possa avvalorare le maldicenze che si dicono sul suo conto! Beh, cari fratelli e sorelle, nulla di tutto ciò ... Debora ancora oggi continua a soffrire ed offrire i suoi dolori fisici e morali per quel Gesù, Divino Maestro, non accettato nel cuore dell'uomo. Ella soffre intimamente e silenziosamente continuando a condurre la sua vita con virtù e forza come la Santa Giovanna preposta come protettice della sua missione e sostenuta dal Divino Amore e del conforto della Madre celeste.

Cogliamo l'occasione per esprimere a Debora la nostra gratitudine per aver accettato la sofferenza come fonte di salvezza per i fratelli assicurandole la nostra preghiera e la nostra vicinanza.

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D. “Mio Signore, Tu sei la mia salvezza e il mio rifugio. Salvami dall’iniquità che oggi corrode il cuore dell’uomo senza sosta. O mia difesa! Sei il mio Pastore che guida la Sua pecorella” (Ad un tratto …)

G. “Io lo sono! Diletta Mia, guardaMi!”

D. (Ho visto il Signore vestito con una tunica rossa color sangue. Le Sue Santissime piaghe grondavano Sangue e cadendo su di me, si trasfondeva in modo meraviglioso con il mio sangue. Il Suo sguardo pietoso era su di me). “Signore mio, perché mi guardi con tanta pena e compassione?”

G.Tu sei stata scelta dal Padre Mio in modo del tutto singolare! Soffrirai una ad una tutte le pene della Mia Passione Redentrice e la sofferenza corredentiva del Cuore di Mia Madre. Come Me sarai ritenuta una malfattrice, un falso profeta inviato da Satana! Ora tu patirai come in esilio e, con il vuoto che quelli della Mia Casa ti hanno posto intorno, tutto apparirà come una grossa sconfitta.

La Mia morte fu ritenuta una sconfitta, la Mia Vita una bestemmia per il popolo! Nessuno tuttavia ne considerò il trionfo del tanto patire: la Mia Risurrezione. Te lo dico ancora una volta: l’opera che esce dal tuo lavorare non è tua e l’intera umanità potrà comprenderlo. Il Mio Sangue fluisce nel tuo cuore e, mentre gemi per la tua Passione che partecipa alla Mia azione redentiva, oggi inglobi come una vera madre, tanti Miei figli peccatori ovunque dispersi dallo scandalo.

Tu sei la Mia intima serva e Sposa del Mio Corpo nascosto nei mistici veli dell’Eucaristia! Non perderti d’animo, o Mia piccola martire, o Mio agnello sacerdotale, offerto per riparare la grande dissacrazione.

Sarai considerata un inganno da immolare in nome della loro falsa giustizia!

Questi ormai hanno voluto dare di te una identità tale che, senza accorgersene, è in tutto simile a quella che Io Stesso ho subito. Quanti condurrò ai piedi della Croce che porti con Me, perché si pentano dei delitti che nascostamente commettono nel mondo e nel cuore del Mio Santuario, delitti che non sfuggono alla Mia Santa Ira!

Tutto ora è offuscato dall’ombra di una falsa pace e falso ecumenismo! Un grido lancinante si eleva dalla terra fino a Me: il grido delle anime soffocate dalle tendenze dei corpi!

Vuoi, figlia Mia, nel tuo amore, accogliere ancora la missione che ti ho riservato da prima che il tempo fosse? Vuoi ancora sederMi accanto sul trono della Carità senza tramonto?” (Qui mi guarda tristemente).

D. “Sì, Mio Maestro e Signore!” (Gesù versa delle lacrime che scendono sino al cuore).

G. “Queste lacrime si fondino col dolore del Preziosissimo Cuore. Io piango per ciò che subirai per Me! Io piango con le lacrime della Mia Santa Madre, la Signora della Grande Riparazione!”

D. “Stammi vicino, Gesù Mio, e non mi lasciare nello sconforto”

G.Sono con te e lo sono con tutta la Mia essenza[1] sacramentale offertati in dono per intercessione della Santa Giovanna D’Arco. Pregala, che ti è stata posta come guida in questa missione profonda che pochi hanno compreso

D. “Gesù, salva le anime e specialmente quelle dei Tuoi Consacrati che Tu mi hai affidato”

G. “Sì, giovane Mia, Io lo farò, te lo prometto solennemente nel giorno dell’esaltazione del Mio Divino Corpo”

D.Signore, perché vesti di rosso ogni volta in questa festa?”

G. “Per il martirio che ho subìto, per quella tunica lercia che Mi fu messa dai romani, perché nel Mio Corpo mistico racchiudo tutto il Sangue dei Miei servi e serve, versato[2] sino alla fine dei giorni. Ora stiamo insieme e scrivi il Mio Segno”

 

(1 Giugno 1997 - Festa del Corpus Domini)